venerdì 22 luglio 2011

Notizia bomba da Isola delle Femmine






AGGRESSIONE MAFIOSA AL


PROFESSORE PORTOBELLO

NOTIZIA BOMBA

GLI ASSESSORI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE

CONTRO DI CHI?????????

SIGNORI ASSESSORI il momento in cui avete deciso di costituirVi parti Civili forse non vi siete resi conto di esserVi costituiti, proprio contro quelle persone (associazione) che hanno fatto le Vostre fortune politiche nelle ultime elezioni amministrative. Persone (associazione) che  con sufficienti risorse umane e con le risorse economiche messe a loro disposizione, sono stati protagonisti nell’ultima tornata elettorale per le elezioni amministrative.



SIGNORI ASSESSORI forse non siete sufficientemente informati che Vi siete costituiti parti civili proprio contro quelle persone (associazione), dimostratesi una vera e propria “macchina da guerra” di supporto al Vostro “listone”. Quelle persone (associazione) che accusavano il Professore e il gruppo politico che avevano sostenuto, di non aver rispettato il “contratto” stipulato nella campagna elettorale amministrativa, “oltre ai 10.000 euro che sono finiti siamo ancora qui che aspettiamo il lavoro” urlavano, sotto la casa municipale, i supporter del comitato Elettorale. Dicevamo, uno spettacolo deprimente per la democrazia si stava consumando quella mattina di ottobre del 2009 erano passati pochi mesi dalle elezioni.

Il professore quella mattina fu costretto a chiedere l’intervento dei carabinieri per evitare l’ira di una parte dell’ex Comitato Elettorale. Su questo episodio vi sono state denunce e contro denunce da parte dei protagonisti della illegalità istituzionale.

Dopo qualche mese i mezzi di informazioni della carta stampata riportano le dichiarazioni rese ai magistrati dai pentiti di mafia sugli episodi dei voti di scambio a Isola delle Femmine. D’altronde già il Professore per PRIMO aveva avuto il coraggio di denunciare in una seduta del Consiglio Comunale l’intervento della mafia durante le elezioni amministrative.



SIGNORI ASSESSORI di sicuro siete a conoscenza che le persone (associazione) contro cui Vi siete costituiti parti civili, sono le medesime persone (associazione, comitato elettorale supporter…) a cui avete affidato servizi di protezione civile e di vigilanza in occasione di manifestazioni civili religiose e sagre paesane. Sono le medesime persone a cui avete affidato il servizio di pulizia del parco giochi nell’estate del 2009. Sono le medesime persone con cui avete ridipinto le aule della scuola elementare di Isola delle Femmine. Sono quelle stesse persone SIGNORI ASSESSORI a cui avete dato assistenza e supporto anche con servizio di fotocopiatura (del Comune) al fine di redigere statuto e regolamento della loro associazione, proprio quella che avrebbe dovuto, secondo una Vostra “pianificazione”, partecipare al bando di gara per l’affidamento del parco giochi….



E non solo questo……………..



A nostro avviso gli unici deputati a costituirsi PARTI CIVILI per l’aggressione mafiosa contro il PROFESSORE, siamo NOI Cittadini di Isola delle Femmine, un NOSTRO rappresentate è stato colpito dalla mano mafiosa. Un rappresentante delle Istituzioni, di cui NOI pensavano di essere stati determinanti per la sua elezione.

Affidamento Spiagge, Aggressione mafiosa  PROFESSORE, Associazione Protezione Civile, ISOLA DELLE FEMMINE.LEONCINO, Operai ATOPA1, Parco Giochi, Squadrista ROSSO, T.S., VOTO DI SCAMBIO

martedì 19 luglio 2011

I segreti privilegi della casta di Montecitorio

Io sono Spider Truman: oggi ho deciso di svelare la mia vera identità.

Malgrado dubbi e insinuazioni di illustri opinionisti, politici e commentatori, continuano ad arrivare migliaia di adesioni sul profilo di Spider Truman. Vogliono a tutti i costi sapere chi c'è dietro Spider Truman, intervistarlo, proporre progetti editoriali: tutti ad osannare il suo coraggio, poi con le buone o le cattive sapranno come metterlo a tacere. Dicono che ha manie di protagonismo, ma al tempo stesso pretendono che sveli la sua vera identità. Editori, giornalisti, televisioni: centinaia di avvoltoi cercano di stanarlo. Allora dico a questi signori, ai politici che siedono sulle poltrone, alle schiere di sgherri sguinzagliati nei corridoi di Montecitorio come nel mondo virtuale del Web: state attenti. Spider Truman è lì vicino a voi. Spider Truman è ovunque. Spider Truman è ogni disoccupato che non trova lavoro perchè non ha santi in paradiso. Spider Truman è ogni precario che viene struttato per 900 euro al mese e poi dopo anni e anni buttato in mezzo a una strada. Spider Truman è ogni cassintegrato che deve sudare per arrivare a fine mese. Spider Truman è ogni operaio sfruttato e malpagato per 40 anni alla catena di montaggio per un salario e una pensione da fame. Spider Truman è ogni giovane costretto ad emigrare perchè gli hanno rubato il proprio futuro. Spider Truman è ogni anziano costretto a sborsare decine di euro di ticket se ha la pretesa di andare in un ospedale. Spider Truman è ogni uomo e ogni donna che a luglio ed agosto non può permettersi nemmeno una settimana al mare. Spider Truman è uno, nessuno e centomila. I suoi segreti possono imbarazzare i potenti, ma è l'indignazione popolare che alimenta il loro vero incubo. Se avete paura di lui, significa che avete qualcosa da nascondere. E allora fate bene ad aver paura, perchè presto ci riprenderemo ciò che ci spetta. Ci riprenderemo la dignità. La giustizia. La democrazia. Da un anonimo internet-point di una calda città italiana.
Spider Truman
 

Casta, ci pensa la Rete

Dopo il precario su Facebook, tutto il web controlla i politici.
di Fabio Chiusi
I fenomeno del momento si chiama Spidertruman, ma per la 'Casta' la Rete rappresenta già da un pezzo una possibile spina nel fianco. Soprattutto fuori dai confini nazionali, ma anche in Italia. La manovra che ha rinviato il taglio dei costi della politica ma previsto da subito una serie di salassi per i cittadini, dalla sanità ai bolli su auto e deposito titoli; lo sfarzo, a suon di yacht, Ferrari e gioielli, accoppiato al malaffare nei casi di Alfonso Papa e Marco Milanese; le voci di nuovi nomi eccellenti in scandali di corruzione che hanno fatto parlare di un ritorno al clima di Tangentopoli. È tutto materiale incandescente per l'indignazione dei cittadini. Che in Rete hanno dato un segnale inequivocabile di insofferenza, iscrivendosi in massa alla pagina Facebook 'I segreti della casta di Montecitorio': oltre 200 mila utenti in poche ore. LE DENUNCE DI SPIDERTRUMAN. Ad aprirla, il fantomatico precario licenziato dopo 15 anni di lavoro nel Palazzo sotto il nome di battaglia Spidertruman. Che ha denunciato in Rete i trucchi per avere scorta e auto blu, i furti fasulli di pc (tanto c'è il rimborso dell'assicurazione), le assunzioni dei dipendenti del barbiere della Camera, tutti con lo stesso accento, e le tariffe iper-scontate per i telefonini.

Dopo l'entusiasmo, i dubbi

Niente di nuovo, finora, e a volte la documentazione è scarsa, le denunce generiche. Ma è stato più che sufficiente per raccogliere la rabbia dei cittadini. Non di tutti, a dire il vero. In molti hanno iniziato a interrogarsi sulla genuinità del progetto del precario, sottolineando lo spuntare di pagine clonate e della pubblicità sul suo blog. E chiedendosi, più in generale, se non si tratti di una bufala messa in piedi per raccogliere notorietà, soldi o perfino ipotizzando la mano dei partiti vicini al movimentismo digitale. MA NON È ASSANGE. Da più parti si è poi letto un azzardato paragone tra Spidertruman e Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, il sito che diffonde i segreti dei potenti ottenuti da fonti anonime. Ma il parallelo non regge, dato che Assange pubblica solamente denunce basate su documenti della cui autenticità è responsabile e, tra l'altro, con nome e cognome. Eppure l'idea di utilizzare internet per portare una ventata di trasparenza nei conti della politica, per prevenirne i vizi, non è nuova.

In Rete i patrimoni dei politici 

I Radicali, per esempio, conducono questa battaglia da molti anni, ma dal 2008 anche e soprattutto tramite il digitale. Qui la collaborazione si è estesa ad associazioni come AgoràDigitale, Valigia Blu e OpenPolis. Tra le iniziative, l'istituzione di una «anagrafe degli eletti» dove pubblicare online le dichiarazioni patrimoniali personali dei parlamentari. Dato che la legislazione attuale prevede che ciò debba avvenire su base volontaria, si devono contare le adesioni. Al momento, la percentuale non è esaltante: il 12,7%, cioè 120 parlamentari su 945. Un po' poco, soprattutto considerando la vastità dei buoni propositi. Tra loro, in ogni caso, due ministri, Renato Brunetta e Franco Frattini. Solamente tre i leghisti: i deputati Angelo Alessandri, Nunziante Consiglio e Franco Gidoni. IL RUOLO DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI. Nell'anagrafe, a cui hanno aderito anche diverse amministrazioni locali (tra cui Roma e Napoli, per esempio), anche i dati riguardanti le nomine in società interamente pubbliche o partecipate, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo, le dichiarazioni da parte dell'eletto dei finanziamenti ricevuti, dei doni e dei benefici, i loro comportamenti in Aula. Molto resta da fare, tuttavia. E basta spendere qualche minuto su Data.gov.uk per convincersene. Il sito raccoglie infatti tutte le informazioni, liberamente accessibili, su «chi fa cosa» in parlamento, «come sono spesi i nostri soldi», «chi incontrano i ministri», e i contratti governativi. Servono informazioni sulla propria città? Basta inserire il codice postale nel motore di ricerca e il gioco è fatto.

La WikiLeaks del Parlamento italiano

In Italia non esiste un sito istituzionale dedicato all'Open government, cioè alla trasparenza sugli atti e i comportamenti della classe dirigente. Esiste, tuttavia, il progetto «Parlamento WikiLeaks», o «RadicaLeaks», dove il partito Radicale ha pubblicato, a partire dal 2010, i contratti digitalizzati delle collaborazioni e consulenze a Camera e Senato tenuti segreti per 60 anni. L'INVITO AI CITTADINI. Al rilascio dei documenti il segretario, Mario Staderini, spronava i comuni cittadini: «Sotto con la caccia alla Casta, scopri l'impiccio che c'è dietro!». Un invito, questo sì, in perfetto stile WikiLeaks, soprattutto prima maniera. Quando, cioè, il sito pubblicava documenti grezzi invitando i netizen a scavare al loro interno. Oggi, lo sappiamo, il lavoro di autenticazione spetta al team dell'organizzazione e ai giornalisti di diverse testate 'tradizionali' in tutto il mondo. Assange ha dovuto dunque correggere il tiro. E anche per i Radicali sono stati principalmente i giornalisti a sviscerare i contenuti dei documenti. GLI SPRECHI SU IPHONE. Da maggio 2011 è scaricabile, su iPhone, un'applicazione chiamata «CameraLeaks». Il bersaglio, come scrive la schermata di benvenuto, è la «Camera delle spese». Al suo interno sono reperibili informazioni sulle indennità parlamentari e di alcuni dipendenti dei due rami del Parlamento. Ma anche una intera sezione dedicata appositamente ai «campioni degli sprechi»: auto blu, costi della politica, confronti con la situazione nel resto d'Europa e del mondo. I download sono stati 4 mila in tre giorni. Niente di paragonabile con il putiferio scatenato da Spidertruman. Eppure, un ennesimo segnale di attenzione al tema da parte del pubblico. Che forse attende la rivelazione di un solo, ultimo segreto: con quale faccia la 'Casta' continui a imporre sacrifici agli elettori, senza imporne a se stessa.  
Lunedì, 18 Luglio 2011
Non solo per loro: come far viaggiare gratis anche amici e parenti.
Quello che vedete in questa foto è il permesso ZTL della Camera dei Deputati. Sullo sfondo c'è un articolo di ieri sul tema della casta e dei suoi costi. Pubblico il permesso ZTL qui per due motivi. Descrivere il potere magico che incarna quel cartoncino, ma anche e soprattutto per rispondere alle critiche di chi ritenga che alcune notizie qui riportate sia possibile ritrovarle anche in qualche libro di denuncia sui costi della politica. Se ciò può anche essere parzialmente vero (non ho letto la sterminata bibliografia in merito, ma credo che le nefandezze sono sempre le stesse e prima o poi escono fuori: tutto sta nella capacità di lor signori di nascondere e insabbiare la verità), tuttavia certamente non danno in omaggio con il libro il permesso ZTL Camera dei Deputati!! Ma cos'è questo cartoncino magico? Quello che in apparenza sembra uno dei tanti semplici contrassegni per accedere nelle aree a traffico limitato del centro di Roma, è invece una bacchetta magica in grado di rivestire non solo il conducente ma anche l'auto di una qualità molto ricercata negli ambienti di Montecitorio: l'impunità. Tutor e autovelox, vigili e poliziotti, divieti e sanzioni, nulla possono fare contro questo potente sortilegio. Qui non parliamo delle auto blu, per quelle già era scontato: i tagliandi vanno posti invece su una qualsiasi altra auto a discrezione di ogni deputato. Che sia il suv del suo bamboccione o l'auto dell'amante, poco importa. A volte succede che il figlio bamboccione (sembra incredibile ma ho conosciuto diversi figli di deputati, cretini almeno quanto Renzo Bossi: chissà se faranno anche loro carriera politica) venga pizzicato dall'autovelox a 180km/h sull'autostrada o con l'auto parcheggiata nel bel mezzo di una isola pedonale. Poco importa. Ci sarà sempre un servo dei servi, come il sottoscritto, a cui consegnare multe e verbali. Costui sa già quel che bisogna fare: raccomandata A/r a Sua Eccellenza Illustrissimo Gentilissimo Prefetto....si comunica che in data x all'ora x...bla bla bla.... il sottoscritto travolgeva un'anziana sulle strisce (questa è una battuta, per carità)....improrogabili impegni istituzionali (la discoteca del bamboccione, l'appuntamento con l'amante, lo shopping della figlia)...esercizio delle sue funzioni.....cordiali saluti....on.dott.ing.Cettolaqualunque. In allegato al ricorso, lo schiavo non deve far altro che allegare la fotocopia del permesso ZTL Camera dei Deputati, che reca il numero di targa del veicolo incriminato, e il gioco è fatto! Veniamo al secondo motivo della foto. Si tratta di un vecchio permesso scaduto (il nuovo è sempre sul parabrezza dell'auto del figlio, almeno credo) che metto su internet non solo e non tanto per raccontarvi di questi oscuri sortilegi postmoderni, ma anche perchè all'oggi non credo che questo tagliando sia uscito in omaggio con qualche libro.

 
La protesta anti-casta, relativa agli emendamenti che hanno di fatto eliminato i tagli ai costi della politica, si scatena sul web e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni si mostra in un'intervista del Tg3 circondato da decine di yacht, dalla bellissima Porto Cervo. Formigoni dice durante l’intervista: “Biosgna dare segnali forti”, e subito il popolo di internet indignato lo mette sotto il torchio dell’ironia, non lo perdona. Mentre i politici parlano della manovra con le mani nelle tasche degli italiani, con tagli, sacrifici, sanità a pagamento, benzina più cara, queste le conseguenze della manovra economica attuata dal parlamento e l’Idv pensa di trasformare l’indignazione in una sorta di marcia su Roma, uno sconosciuto che si firma SpiderTruman apre un profilo su Facebook dedicato ai "Segreti della casta di Montecitorio" e raccoglie oltre 200 mila fan, crescendo anche di 15/20 mila all’ora. Ma quello che ha colpito maggiormente l’animo degli italiani, già nero e provato dalla forte crisi, è stato il modo con il quale il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha affrontato il tema dei tagli: nella bellissima cornice di Porto Cervo, sul cui sfondo si vedevano gli yacht ormeggiati in Costa Smeralda. Al popolo della rete non importa chi sia SpiderTruman, se sia un lui o una lei; chi ci sia dietro la pseudo identità poco importa al volgo, quello che interessa agli internauti incavolati sono le nefandezze della casta raccontate da dentro, da chi le ha vissute direttamente, come SpiderTruman appunto. Storie già note ma che ora, in periodi di sacrifici mai visti dal dopoguerra ad oggi, fanno arrabbiare di più. Un dossier corposo quello di questo precario di Facebook, che ora teme per la sua web-vita e, ha dunque creato luoghi di incontro alternativi come il blog fotocopia isegretidellacasta.blogspot.com ( leggi sotto I segreti della casta di Montecitorio su Facebook: la pagina che svela i retroscena dei politici italiani, già 200.000 fan ). L’altro ieri, Gianfranco Fini ha annunciato, che Camera e Senato stanno lavorando ad un nuovo piano di tagli che dovrebbe essere varato al massimo entro i primi di agosto, e che dovrebbe ridurre solo per i deputati 30 milioni all’anno per i prossimi tre anni (con una progressione che passerà dai 15 milioni nel 2012 e 45 nel 2014). Raggiungeranno questo obiettivo? I deputati del quesito dovrebbero riunirsi domani per agire lungo tre direttrici: i vitalizi degli ex deputati (e degli ex funzionari più alti in grado); gli affitti; e una generale sforbiciata agli acquisti. Ma il livello di impopolarità della nostra classe politica sta ormai toccando il fondo. Ecco il video dell’intervista a Roberto Formigoni: Fonte Corriereinformazione
Più di un milione di persone a libro paga della Politica Spa

Un sistema-monstre che ci costa 646 euro a testa. L'esempio della Gran Bretagna: i parlamentari devono spiegare online tutte le spese. Accorpare i Comuni minori darebbe forti risparmi. Ma Ischia dimostra che è difficilissimo di VLADIMIRO POLCHI

ROMA - Più che una casta è una grande città, popolata da oltre un milione e 300mila abitanti. Tanti sono oggi gli italiani che vivono, direttamente o indirettamente, di politica: ministri, parlamentari, assessori, consulenti, membri delle municipalizzate. Un esercito che costa circa 24 miliardi di euro l'anno. Dove tagliare? Un esempio: se si accorpassero gli oltre 7.400 comuni al di sotto dei 15mila abitanti, si risparmierebbero 3,2 miliardi di euro l'anno. E l'abolizione delle Province? Porterebbe nelle casse dello Stato altri 7 miliardi. Facile a dirsi, meno a farsi. Fa testo il caso di Ischia. Un'isola, sei Comuni: Barano, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana. Poco meno di 63mila abitanti, sei sindaci, sei giunte, sei consigli comunali. Ma guai a parlare di fondersi. Al referendum del 6 giugno si è presentato neanche un elettore su tre. Perché in Italia a "campare di politica" sono in tanti. Partiamo da chi è chiamato ogni anno ad approvare la legge finanziaria: i parlamentari. Quanto guadagnano? Oltre 11mila euro al mese. Più di tedeschi (7mila) e francesi (6.800), molto più degli spagnoli (2.921 euro). Non solo. Il parlamentare italiano gode di una serie di rimborsi per trasferte in Italia e all'estero, taxi, bollette telefoniche, spese mediche. "Sono tante le voci da sommare e il calcolo non è facile - conferma l'ex vicedirettore dell'Istituto Cattaneo, Gianfranco Baldini, che insegna "Partiti e gruppi di pressione nella Ue" all'Università di Bologna - altrove hanno optato per una maggiore trasparenza". Un caso per tutti: "In Gran Bretagna dopo lo scandalo dei rimborsi gonfiati, hanno messo tutto per iscritto sul sito della Camera dei comuni. Un parlamentare inglese guadagna 65mila sterline l'anno e oggi deve rendere conto on line delle spese effettivamente sostenute per il soggiorno a Londra e per le eventuali trasferte. Noi invece in Europa ci distinguiamo per il trattamento dei nostri europarlamentari: i più pagati e i più assenti, almeno fino alla scorsa legislatura. Ma gli sprechi non vengono solo dal parlamento, la vera giungla è il mondo delle municipalizzate". I parlamentari sono infatti la punta dell'iceberg. Oggi, stando a una recente analisi Uil, sono oltre 1,3 milioni le persone che campano, in un modo o nell'altro, di politica. A partire dai 145mila parlamentari, ministri e amministratori locali, di cui: 1.032 parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari; 1.366 presidenti, assessori e consiglieri regionali; 4.258 presidenti, assessori e consiglieri provinciali; 138.619 sindaci, assessori e consiglieri comunali. A questi vanno aggiunti gli oltre 12mila consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole città capoluogo); 24mila membri dei consigli d'amministrazione delle 7mila società, enti e consorzi a partecipazione pubblica; quasi 318mila persone che hanno un incarico o una consulenza presso una qualche amministrazione. E ancora: la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei ministri, sottosegretari, presidenti di regione e provincia, sindaci, assessori; i direttori delle Asl; i componenti dei consigli di amministrazione degli Ater. E le spese? Ogni anno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 18,3 miliardi di euro, a cui occorre aggiungere i costi derivanti da un "sovrabbondante sistema istituzionale", quantificabili in circa 6,4 miliardi. In totale fa 24,7 miliardi. Una somma che equivale al 12,6% del gettito Irpef, pari a 646 euro medi annui per contribuente. Qualche voce: per il funzionamento degli organi dello Stato centrale, secondo il bilancio preventivo dello Stato, quest'anno i costi saranno di oltre 3,2 miliardi di euro. Per le società pubbliche o partecipate nel 2010 si sono spesi 2,5 miliardi di euro. E per le consulenze? Il costo nel 2009 è stata di ben 3 miliardi di euro. 
(18 luglio 2011)
INCATTIVITI DAI PRIVILEGI DELLA CASTA
di Michele Brambilla "La Stampa"
Due fatti curiosi hanno dominato - in mancanza di meglio - il dibattito politico domenicale. Il primo è, anzi sono, le rivelazioni che un anonimo ex dipendente di Montecitorio ha pubblicato su Facebook. Per vendicarsi del licenziamento dopo quindici anni di contratti da precario, ha messo in piazza, ossia in rete, le furbate, gli imbroglietti, i trucchi meschini con cui i parlamentari si arrotondano lo stipendio, aggirano le code, gratificano gli amici e le amiche e così via. Il secondo è l’eco dell’intervista che il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha concesso al Tg3 sabato sera, quando ha parlato di sacrifici e di necessità - da parte della politica - di dare «un segnale forte». Parole sacrosante, ma rese un po’ meno sacrosante dall’essere state pronunciate in diretta da Porto Cervo, dove l’abbronzatissimo governatore si mostrava agli italiani (freschi della legnata della manovra) attorniato da una piccola flotta di yacht. Vedendolo così, la giornalista che l’intervistava non ha potuto trattenersi dal salutarlo con un «buone vacanze». Chiariamo subito che la demagogia non ci piace. Un politico ha il diritto di andare in vacanza. Quanto alle rivelazioni su Facebook, si potrebbe dire che la parola di un anonimo vale quello che vale, cioè zero (e infatti c’è già chi ipotizza che si tratti di una bufala); e che in quei piccoli espedienti - dall’uso della raccomandazione ad altre furbizie siamo maestri noi tutti, e non solo i politici. Ma la vera notizia non sta né nelle vacanze di Formigoni né nello scempio denunciato dal precario licenziato. La vera notizia sta nella reazione che i due episodi hanno scatenato. L’anonimo di Facebook ha raggiunto in poche ore più di centomila «fan»; e, sempre sulla rete, s’è scaricato subito un diluvio di critiche, quando non di insulti, nei confronti del governatore che da Porto Cervo chiede sobrietà ai politici. E’ il segno di un’insofferenza, quando non di un rancore, crescente. Gli italiani percepiscono sempre più i politici come - per usare la solita logora parola - una «casta» che si fa gli affari suoi, e che se li fa con impunità e senza vergogna. Ci sono certamente esagerazioni, in tanta rabbia che monta; così come ce ne sono sempre quando si generalizza. Tuttavia è impressionante vedere come i politici non sappiano comunicare altra immagine di sé. La discussione di questi giorni sull’autorizzazione all’arresto di Papa ne è un esempio, con Bossi che fiuta l’aria e dice sì all’arresto, salvo poi innescare la solita retromarcia. E ancora: il mancato taglio ai propri compensi e privilegi durante la manovra - denunciato anche dai giornali filogovernativi - è un altro pessimo segnale di distacco da quel che cova nel Paese. Sono storie vecchie, già lette e sentite da anni. Non a caso, ogni volta che dobbiamo citare qualche esempio di politico specchiato e gentiluomo, ci tocca aprire i libri di storia: Einaudi, Nenni, De Gasperi. Il più vicino ai nostri giorni è Pertini, che era nato non uno ma due secoli fa. Però questa volta fa specie un particolare. Questa classe politica che oggi la gente percepisce come una «casta» da mandare a casa al più presto, non è altro che l’espressione di quella «antipolitica» che al tempo di Mani Pulite aveva spazzato via un’altra casta: quella dei partiti. Si disse che finalmente nel Palazzo sarebbero entrati uomini e donne che venivano non da intrallazzi di corrente, ma da aziende, uffici, insomma dal mondo del lavoro. Gente concreta, che conosceva i problemi di tutti i giorni. Di uomini e donne di questo tipo era formata la prima leva di partiti come Forza Italia e la Lega, vale a dire l’ossatura dell’attuale governo. Ora ci tocca rivedere contro questa nuova classe politica la stessa furia che abbatté la vecchia. Rispetto ad allora, non volano più le monetine solo perché nel frattempo hanno inventato il web. Ma c’è poco da stare tranquilli perché, sempre rispetto ad allora, c’è anche una crisi economica che ha aumentato, e non di poco, la disparità tra i vertici e la base. Siamo a un nuovo redde rationem? Chissà. Certo è che sono passati vent’anni da quando i politici di oggi sostituirono, quasi per acclamazione, quelli della Prima Repubblica. E vent’anni sono più o meno il periodo che di solito occorre agli italiani per cambiare idea e passare da piazza Venezia a piazzale Loreto. Provenienza della notizia 
 La Casta? Puoi riformarla in tre mosse
Ci voleva un anonimo per rendere fashion la caccia alla casta. SpiderTruman apre un profilo facebook sui segreti di Montecitorio e in poche ore diventa la prima notizia dei principali siti online, con i “mi piace” che a quel punto sfondano i 200 mila e straripano sui giornali cartacei. E ora? Mentre tutti vanno a rimorchio nel far crescere l’indignazione proviamo a farne una occasione per cambiare le cose.

Non mi dilungo ora sul chi è e sul perché tutti i media in questo momento spingono quello che per anni hanno trattato come una questione marginale, roba da un articolo ogni tanto. Se uno scandalo non si traduce in riforma perde la sua carica rivoluzionaria.

Dunque, il 16 marzo 2011 in un post su questo blog avevo aperto la caccia alla casta grazie all’iniziativa Parlamento Wikileaks, ovvero la pubblicazione per la prima volta nella storia della Repubblica di tutte le spese di Camera e Senato, compreso il testo dei contratti di consulenze e servizi. La pubblicazione è Open Data, ovvero in formato aperto e rielaborabile. Basta saper lavorare con excel per tirare fuori vere e proprie notizie bomba.

Ne è uscito fuori di tutto, dagli scandali degli affitti dei palazzi della politica all’assistenza sanitaria, dagli appalti alle ditte amiche alle spese folli per le autoblu e la ristorazione. Persino una applicazione per IPhone, CameraLeaks, che due fratelli hanno realizzato grazie ai dati che abbiamo reso pubblici. Oggi in rete si parla di manifestazioni, raccolta firme, presidi, rivolte. Per evitare di rimanere tutti degli ultras da tastiera, provo a fare alcune proposte facili facili.

Primo: costringiamoli a pubblicare online i dati patrimoniali dei parlamentari (dichiarazione dei redditi, proprietà immobiliari, partecipazioni azionarie in società, nomine in consigli di amministrazione loro e dei familiari). Tanto per capirci, se Scajola avesse dovuto pubblicare l’acquisto della sua nuova casa del Colosseo, qualche cittadino gli avrebbe fatto notare subito che il prezzo era troppo basso… Sapere poi se chi vota per il nucleare o per gli armamenti ha azioni in società che ci guadagnerebbero non sarebbe poca cosa.

Il 7 luglio del 2009 i parlamentari Radicali riuscirono a far approvare alla Camera una mozione che impegnava a fare tutto questo. Se la sono cavata con la discrezionalità: cioè solo chi vuole pubblicherà i dati. Sapete quanti lo hanno fatto? Solo 27 senatori, 90 deputati e 2 ministri!

Cioè 828 parlamentari non lo ritengono importante. Anzi, se ne fregano dei 1.705 cittadini che gli hanno mandato una mail chiedendo di farlo. Ecco i nomi. Se diventassero 100 mila le mail non credo reggerebbero la pressione… quindi ripartiamo da qui, campagna di mail bombing subito.

Secondo: questa anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati (si anche tutti quelli nominati dalla politica a capo delle aziende pubbliche, che spesso li ritroviamo contemporaneamente in varie società e nelle inchieste della magistratura, pensate al recente caso Milanese) vale anche per Regioni, Province e Comuni.

Una nostra campagna che va avanti da tre anni con delibere di iniziative popolari ha fatto si che fossero approvate in città importanti come Roma, Torino, Napoli, in regioni come Puglia, Campania, Basilicata e tante altre realtà locali. Sono però molti gli enti locali che se ne fragano, e alcuni di quelli che l’hanno approvata ancora non gli danno attuazione. E allora sotto, qui trovate l’elenco di chi è in regola e gli schemi di delibere popolari da presentare per il vostro Comune o Regione.

Terzo: abolire del tutto il finanziamento pubblico dei partiti. È la vera rivoluzione, perché cambierebbe il modo di fare politica, ed infatti non troverete neanche Antonio Di Pietro a sostenerla. Oggi cinque, sei partiti si rubano 500 milioni di euro ogni legislatura e in questo modo si garantiscono l’esistenza dei propri apparati senza dover rendere conto agli iscritti. Nel 1993 proponemmo un referendum che fu plebiscitato dal popolo italiano, salvo poi essere riproposto con la truffa dei rimborsi elettorali. È ora di tornare alla carica. la notizia arriva da 
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domenica 17 luglio 2011

I segreti privilegi della casta di Montecitorio

I segreti della Casta su Facebook

La vendetta di un ex precario


Sconti, viaggi e auto blu: i privilegi della politica nelle rivelazioni di un dipendente licenziato dopo 15 anni: boom di accessi alla sua pagina

ROMA
Finte scorte, furti fasulli per ottenere rimborsi, minacce inesistenti per ottenere l'auto blu, viaggi gratis per amici e parenti, sconti giganteschi e stipendi elencati uno ad uno per mettere a nudo i privilegi della politica. A far tremare il Palazzo con decine di rivelazioni sulla vita quotidiana dei deputati è un anonimo ex precario, licenziato dopo 15 anni di lavoro, che ha deciso di vendicarsi mettendo online
un blog e pubblicando su Facebook «tutti i segreti della casta di Montecitorio», su un'omonima pagina del social network. E la popolarità della pagina si propaga con la rapidità di un focherello che diventa rogo: in poche ore - cavalcando l'ondata di antipolitica che anche negli ultimi giorni è divampata sulla rete dopo la cancellazione dei previsti tagli agli stipendi dei parlamentari - ha già raggiunto oltre 45mila fan.

E così ce n'è per tutti. Perchè certe marche d'auto fanno sconti anche del 20% ai parlamentari, e perché certe compagnie telefoniche applicano tariffe assai ridotte? E poi barbieri pagati, a detta dell'autore, 11 mila euro al mese e tutti provenienti dalla stessa regione del presidente della Camera che li assunse. Poliziotti costretti a fare da chauffeur alle mogli degli onorevoli di giorno e ad accompagnare il deputato di turno dall'amante la sera. Poi il capitolo furti finti: secondo l'infuriato Spidertruman sarebbero decine le finte denunce di furti di computer portatili effettuate dai deputati solo per aver diritto al rimborso e poterne comprare altri.

Tra le invettive sono finite anche le scorte di polizia, ottenute molto spesso, a suo dire, grazie a finte lettere di minacce inviate ad hoc magari con l'inserimento nella busta di qualche bossolo. E poi i viaggi gratis per amici e parenti dei parlamentari ottenuti grazie ai punti "Millemiglia" accumulati con ai viaggi gratuiti a cui i membri del parlamento hanno diritto.

Le rivelazioni sono appena all'inizio, assicura Spidertruman. Insomma, i privilegi della Casta finiscono per l'ennesima volta nel mirino del Web anche se su certi dettagli sarà dura distinguere tra la realtà dei fatti e l'arrabbiatura dell'anonimo vendicatore.

 Sconti, agevolazioni, tariffe ad hoc: un «bottino» di documenti che testimonierebbe i privilegi di cui gode la Casta politica italiana. Tutto «nero su bianco». È quanto promette di rivelare una fonte anonima, che racconta di essere stata licenziata dopo 15 anni di precariato a Palazzo Chigi. Una sorta di vendetta che si traduce in una pagina Facebook e un blog (isegretidellacasta.blogspot.com) che fanno tremare le sale del potere.


Un ufficio in ogni casa! non solo in parlamento, anche al domicilio dei portaborse!

pubblicata da I segreti della casta di Montecitorio il giorno domenica 17 luglio 2011 alle ore 2.20
 





























Che sono tutte queste carte intestate della Camera dei Deputati? null'altro che il disboscamento selvaggio della foresta. io ne ho ancora la casa piena. come mai? semplice.
il deputato, o chi per lui, manda un fax allo 06/6760XXX, servizio cancelleria camera dei deputati, e chiede di far recapitare a qualsiasi indirizzo in qualsiasi parte dell'Italia, uno stock di cancelleria. Dopo pochi giorni arriva un camion con cartoni pieni zeppi di materiale non solo cartaceo ma di qualsiasi genere, un vero e proprio ufficio che lui sceglie di impiantare non solo presso i suoi uffici, ma anche a direttamente a casa dei suoi sguatteri, così potranno anche fare a qualsiasi ora del giorno e della notte, un pò di  lavoro a domicilio.
Non c'è limite alla provvidenza, il camion sbarca anche sull'isola dell'arcipelago intorno alla Sicilia, nella sua seconda come nella sua terza casa, tanto chi se ne frega.....pagano i cittadini.

FONTE DELLA NOTIZIA

 

Le condizioni speciali di acquisto riservate ai deputati! poverini: mica possono comprare un auto a prezzo di mercato

pubblicata da I segreti della casta di Montecitorio il giorno sabato 16 luglio 2011
 
Questo è solo lo sconto della peaugeot, al quale va aggiungersi poi quello che ogni concessionaria liberamente applica ai comuni mortali (figuriamoci al parlamentare)! poveri deputati: mica possono comprarsi un auto al prezzo di mercato!!! con quel poco che guadagnano!!! e questi sono solo quelli della Peugeot, ora cerco le altre marche!


I segreti della casta di Montecitorio
indovina-indovinello: i 9 barbieri che lavorano nella barberia di montecitorio, guadagnando 11.000 euro al mese sudati tagliando in media 2 o 3 cape gloriose al giorno, come mai parlano tutti lo stesso accento??? e come mai è lo stesso accento dell'allora presidente della camera che li assunse attraverso un bel concorso pubblico trasparente come i suoi capelli??? chi era costui?  alle ore 15.45

 

La poco "onorevole" scorta armata per portare la moglie a far la spesa e il marito dall'amante.

pubblicata da I segreti della casta di Montecitorio il giorno sabato 16 luglio 2011

Nel mentre il padrone-deputato svolge le sue interminabili recite teatrali (leggasi incontri pubblici), mi capitava a volte di chiacchierare con alcuni agenti delle forze dell'ordine preposte al "servizio scorte" del Viminale.
In tanti esprimevano un forte senso di frustrazione nel dover svolgere mansioni particolare mortificanti.
Il mio "amico di sventura", il caposcorta del deputato-padrone, aveva iniziato la carriera nella squadra mobile di Palermo ed era finito ad accompagnare la moglie del deputato a fare la spesa tutte le mattine, mentre la sera gli toccava portare il deputato a casa dell'amante o ai festini in giro per le ville dei Parioli.
Un racconto molto simile di un agente "anonimo" venne riportato alcuni mesi fà in quest'intervista : http://www.lettera43.it/attualita/2086/la-scorta-delle-escort.htm
Mi chiedevo spesso come e perchè avveniva un simile dispendio di risorse e uomini.
Dopo un pò di anni non solo ho scoperto come funzionava il meccanismo, ma ne sono diventato mio malgrado complice e vittima: nel prossimo post vi spiego.
spidertruman




C'è un agenzia di viaggio all'interno di montecitorio, alla quale tutti i deputati si rivolgono per fare qualsiasi biglietto aereo (naturalmente gratis) da e per qualsiasi destinazione italiana....
 

sabato 16 luglio 2011



Questo invece sono le condizioni tariffarie riservate per i deputati!!sono del 2008, oggi sono ancora più vantaggiose! Anche qui, mica possono spendere come i comuni mortali!!! l'unico negozio abilitato ad attivare questa tariffa è il negozio tim in Largo Chigi: mostri il tesserino parlamentare ed ecco per te la tariffa DEPUTAT!





I noti ladri che si aggirano a Palazzo Marini, sede degli uffici dei singoli parlamentari.

 
Palazzo Marini, piazza San Silvestro, Roma.

Qui di ladri non ce ne sono tanti, ma uno solo, che però risulta molto più scaltro dei tanti parlamentari che sopravvivono con "solo" 14.000 euro al mese. Lui intasca dalla Camera dei deputati all'incirca 2 milioni di euro al mese.
Il suo nome è Sergio Scarpellini, un noto palazzinaro romano che guadagna, solo attraverso l'affare di Palazzo Marini, 150 volte più del "misero" stipendio parlamentare.
Lo scandalo già alcuni anni fà venne fuori.
In pratica la camera dei deputati paga 25 milioni l'anno per l'affitto dell'intero Palazzo Marini, per 20 anni.
Il palazzo Scarpellini l'ha comprato con un mutuo, le cui rate vengono pagate dalla Camera dei Deputati.
Geniale, vero?
Ma non è finita qui.
Il vero scandalo non è solo regalare a questo signore qualcosa come 150 stipendi parlamentari al mese, o 2000 stipendi normali, ma è anche e soprattuto nella misera funzionalità di questa struttura.
Qui infatti hanno gli uffici i parlamentari "sfigati": i segretari di partito, i capigruppo, i presidenti di commissione hanno gli uffici all'interno di Montecitorio, ma essendo gli spazi limitati (limitati un corno: ho visto finanche 10 stanze con centinaia di metri quadri a disposizione di un singolo capogruppo d'opposizione), restavano qualche centinaio di deputati da sistemare.
questi li hanno spediti a palazzo Marini, che è in piazza san silvestro, sono 500 metri o poco meno da montecitorio, ma essendo che i peones sono a roma solo dal martedì pomeriggio al giovedì per le votazioni, ed essendo il loro mestiere in quei giorni incentrato essenzialmente nel premere il pulsantino del voto al suono della campana, non possono permettersi il lusso di allontanarsi così tanto.
E così quel palazzo è sempre vuoto, spettrale, cammini per centinaia di metri per i suoi labirintici corridoi senza trovare mai un'essere umano, un segno di vita.
I corridoi sono sempre vuoti, le tasche dei palazzinari collusi invece sono sempre piene!

spidertruman


i misteriosi ladri che si aggirano nel Transatlantico


poliziotti di servizio presso l'ufficio di polizia all'interno di Palazzo Montecitorio ci sono ormai abituati.Ogni giorno c'è sempre un deputato che denuncia il furto del suo costosissimo computer portatile , così come non disdegnano alcune giovani deputate dal denunciare il furto della propria pelliccia di valore.
Ma come mai, malgrado i rigidi controlli all'ingresso di montecitorio, continuano ad agire indisturbati questo manipolo di ladri nel transatlantico e delle aule di Montecitorio?
Forse perchè probabilmente i ladri sono coloro i quali entrano ed escono dall'ingresso principale quando vogliono: i deputati infatti sono gli unici esentati dai controlli. Ma perchè i deputati dovrebbero denunciare furti a montecitorio?????
Semplicemente perchè c'è una polizza assicurativa che copre qualsiasi furto di qualsiasi entità che avviene all'interno di Palazzo Montecitorio.
Poi si offendono se uno parla di quel palazzo come un covo di ladri!




indovinello

indovina-indovinello: i 9 barbieri che lavorano nella barberia di montecitorio, guadagnando 11.000 euro al mese sudati tagliando in media 2 o 3 cape gloriose al giorno, come mai parlano tutti lo stesso accento??? e come mai è lo stesso accento dell'allora presidente della camera che li assunse attraverso un bel concorso pubblico trasparente come i suoi capelli??? chi era costui?

 

 

 

 


sabato 16 luglio 2011

trasferimento qui

ho già ricevuto una lettera da facebook che mi intima a rimuovere i contenuti della pagina "I SEGRETI DELLA CASTA DI MONTECITORIO".
ora cerco di traslocare tutto qui su questo blog nel giro di pochi minuti, sperando che qui la censura non arrivi.
ci lavoro da subito, voi intanto aiutatemi a far circolare il blog!

spidertruman

I segreti della casta di Monteciorio, Deputati, Sindaci,Berlusconi,Partiti,Sindacati,Rizzo,Stella,Privilegi,Ruberie,Sprechi,Logge massoniche.Bisignani,Milanese

giovedì 7 luglio 2011

Continua l'emergenza alga a Isola delle Femmine











A fronte di tutta questa situazione come si pronuncia il PROFESSORE?


Anzi Isola delle Femmine di fronte a questo scempio  ambientale e di pericolo incombente per la salute umana non poteva farsi mancare le diossine ed altri inquinanti causati dall'incendio dei rifiiuti:









Non sappiamo chi sia l’IRRESPONSABILE  che ha autorizzato i 2 operai a rimuovere i resti dei rifiuti bruciati mettendo così a serio rischio la salute dei due lavoratori e mettendo in serio rischio la salute dei residenti della zona.

LA RIMOZIONE DEI RIFIUTI INCENDIATI PROVOCA LO SPRIGIONAMENTO DI DIOSSINE DI POLVERI SOTTILI E DI TANTI ALTRI INQUINANTI PER L’UOMO E LA NATURA.

Proprio per questo motivo nei giorni scorsi dei funzionari della ASL 6 avevano espressamente vietato  di rimuovere i rifiuti bruciati (perché considerati SPECIALI)
Allarme alga in Sicilia, 50 intossicati a rischio il mare da Capaci a Trappeto





Tra domenica e ieri, bagnanti e residenti delle zone costiere si sono presentati nelle guardie mediche e negli ospedali con tosse, febbre, vomito e prurito. Due domeniche fa ad avere gli stessi problemi sono stati in sessanta tra le borgate di Vergine Maria e Arenella. Oggi i rilievi per verificare la balneabilità del mare
di ROMINA MARCECA 

 



È successo di nuovo. Stavolta però tra le spiagge di Isola delle Femmine, Capaci e Trappeto. In cinquanta tra bagnanti e residenti delle zone di mare, domenica e ieri, si sono presentati alle guardie mediche e al pronto soccorso degli ospedali con prurito, febbre, tosse e vomito, dopo il bagno in mare. E anche stavolta sul banco degli imputati è finita l'alga tossica, il suo nome scientifico è Ostropsis ovata, e ha colpito due domeniche fa tra l'Arenella e Vergine Maria. In quel caso, però, l'agenzia regionale per la protezione ambientale, aveva già lanciato l'allarme una settimana prima dei malori. In questo caso la fioritura sarebbe stata improvvisa. Per le zone costiere tra Trappeto e Capaci, i risultati dei prelievi di giugno avevano dato un esito negativo: i valori, infatti, erano 100 volte sotto il limite massimo. Adesso l'Arpa ripeterà gli esami delle acque per capire cosa è accaduto in queste poche ore. Stamattina i tecnici dell'agenzia saranno sui siti segnalati dai bagnanti alla capitaneria di porto. Non è escluso, al momento, che i malori segnalati possano essere legati ad un altro fenomeno che non ha niente a che vedere con l'alga tossica. Accertamenti che però solo tra 24 ore potranno avere una risposta dall'Arpa. Domenica i malori sono stati avvertiti dai bagnanti dopo pranzo. Tra gli intossicati diversi bambini e anche un carabiniere che si trovava a Isola delle Femmine con la famiglia. In molti, tra chi ha accusato difficoltà di respirazione, ha dichiarato di soffrire di allergie. Un dato, anche questo, che sarà valutato dagli studiosi. Il sindaco di Capaci, Benedetto Salvino, e quello di Isola, Gaspare Portobello, hanno seguito da vicino le condizioni degli intossicati, interessandosi in prima persona degli accertamenti ambientali. Ieri, ma anche domenica, il vento nelle zone tra Capaci e Isola era abbastanza forte. Il vento è una delle principali cause della diffusione degli effetti dell'alga tossica. Spiegano dall'Arpa: "Il vento di maestrale funziona da aerosol diffondendo l'alga tossica nell'aria sotto forma di sostanze tossiche e nocive per i bagnanti, o comunque per chi vi entra in contatto anche durante una passeggiata a ridosso delle coste". L'alga tossica, diffusa in tutto il Mediterraneo, sarebbe stata trasportata dalle navi mercantili. E proprio a Capaci l'alga si sarebbe sedimentata con l'arrivo delle navi da crociera nel golfo di Palermo. A farne le spese sarebbe stata la foce del fiume Ciachea dove le acque sporche avrebbero inquinato il mare della zona. Un'ipotesi avanzata ieri dopo i malori che si sono ripetuti tra i residenti. Quello della Ostropsis ovata rimane, comunque, un fenomeno prevalentemente estivo. Dicono dall'Arpa: "Nei mesi caldi c'è una fioritura delle alghe legata proprio alle alte temperature e al mare abbastanza statico". Senza onde e con il caldo, dunque, la microalga trova il suo terreno fertile per attecchire. L'assessore all'Ambiente del comune di Capaci, Sebastiano Siino: "Saremo al fianco dell'Arpa. Abbiamo anche contattato l'Asp che arriverà per un controllo di carattere microbiologico, anche se i controlli di giugno avevano confermato la balneabilità delle acque. I cittadini sono ritornati a mare, ma se i risultati di laboratorio accerteranno la presenza dell'alga tossica ci premureremo di prendere provvedimenti per la salvaguardia della salute".
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(05 luglio 2011) Fonte







ARCHIVIO:

ALGA ROSSA OSTROPSIS



L' alga killer viene dai Tropici

'Scarichi tossici nel golfo di Isola' esposto in Procura degli ambientalisti

Si sospetta l' inquinamento per spiegare i malori avvertiti da residenti e villeggianti di Isola delle Femmine nello scorso week-end. Secondo un gruppo di ambientalisti, rappresentati da Mario Ajello, presidente dell' Associazione per la difesa del mare e del territorio, la causa sarebbe da imputare a uno scarico abusivo nel golfo di Carini. Le ipotesi, fino a ora, sono state le più disparate: c' è chi ha ritenuto che i sintomi fossero collegati a un' alga tossica, proliferata a largo e portata a riva dal vento di maestrale, ma c' è anche chi ha giurato di aver visto venerdì scorso una imbarcazione sospetta a largo dell' Isolotto che avrebbe scaricato in mare le acque di sentina. Il giallo sui malori che, puntualmente, si ripetono ogni anno si infittisce ma i residenti di quel tratto di litorale sono pronti a dar battaglia. L' ex sindaco di Isola, Stefano Bologna, punta il dito contro l' area industriale: «Questi problemi sono sotto gli occhi di tutti ma fino ad ora non si è fatto nulla. Mi chiedo se il depuratore funzioni come dovrebbe». Secondo Mario Ajello il problema dell' inquinamento è invece da imputare a una industria delle zona che scarica abusivamente rifiuti chimici. Già un anno fa, esattamente il 19 luglio, aveva presentato un esposto in Procura per far luce sui fenomeni di inquinamento marino. Quest' anno ci riprova, presentando una nuova denuncia, visto che «nulla è stato fatto - dice Ajello - è urgente la convocazione di un tavolo tecnico tra l' Arpa, i sindaci di Isola, Carini, Capaci e Torretta, e il consorzio Asi per cercare di risolvere la questione. I villeggianti hanno paura e così si vive nell' incertezza». Ieri mattina i tecnici dell' Arpa hanno effettuato un altro sopralluogo e prelevato dieci campioni di acqua vicino alla riva e a largo dell' Isolotto: «Al momento non si esclude nulla - dicono dall' Arpa - I sintomi sembrano quelli da intossicazione da alga ma è strano che questo fenomeno si verifica ogni anno nello stesso periodo anche se in condizioni climatiche diverse». Secondo un dipendente del lido La Sirenetta, che preferisce rimanere anonimo, è l' inquinamento la causa dei malori: «Non ci prendano in giro. Ho sentito distintamente l' odore di un acido. Non è un semplice scarico abusivo ma è colpa di una fabbrica». Alessandro Albanese, responsabile dell' area industriale rassicura: «Il depuratore è controllato da verifiche quotidiane. Insieme ai sindaci di questa zona mettiamoci intorno a un tavolo e ragioniamo sulla fabbrica che potrebbe scaricare abusivamente, magari direttamente nel torrente Ciachea. Aspettiamo le analisi e agiamo di conseguenza». Ma nel frattempo la preoccupazione tra gli abitanti aumenta. «Vengono tutti con gli stessi sintomi - dice Antonietta Di Mino, titolare della farmacia di Isola - sensazione di stanchezza, gola arrossata a difficoltà nella respirazione. Molte delle ricette che ho visto prescrivevano del cortisone. Ogni anno si verifica un fenomeno simile». A monitorare costantemente la situazione è il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello: «Oggi ancora due persone si sono rivolte alla guardia medica con la stessa sintomatologia lamentata dagli altri. Hanno cominciato a star male sabato scorso. In totale sono più di venti casi. Mi rendo conto che la situazione è spiacevole. Stiamo facendo il possibile per risolvere al più presto il problema.
La gente è ritornata in spiaggia ma dobbiamo essere in grado di assicurare che appena cambia il vento non succeda di nuovo».
Intanto in paese si è costituito un comitato cittadino di isola pulita composto da professionisti e da cittadini della società civile il cui scopo a detta del suo animatore Ciampolillo è la «salvaguardia della salute dei cittadini e la difesa delle bellezze naturali e paesaggistiche di questo litorale marino del palermitano».
 - ADRIANA FALSONE
 L' alga killer viene dai Tropici
è l' alga Ostreopsis, una microalga di origine tropicale, la causa dei malesseri che hanno colpito decine di bagnanti da sabato scorso tra Isola delle Femmine e Capaci. Ad anticipare una parte delle analisi ancora in corso nei laboratori dell' Arpa, l' Agenzia regionale protezione e ambiente, è il direttore Sergio Marino: «Abbiamo effettuato vari esami sia in fondo al mare che a terra - spiega - e da questi risulta la presenza di varie alghe, tra cui quella tossica dell' Ostreopsis, che se inalata determina difficoltà respiratorie. Si tratta di una fioritura eccezionale dovuta alle alte temperature e all' abbondanza di nutrienti. Un fenomeno analogo si è verificato l' anno scorso a Bagheria, lungo il litorale di Aspra. Ci sono ancora in corso altre indagini, e al termine decideremo se il tratto di spiaggia tra Capaci e Isola delle Femmine, debba essere vietato alla balneazione. Continueremo a tenere sotto controllo la situazione». Di quest' alga tossica, è stata scoperta una grande quantità sui fondali vicini alla costa. Con l' alta luminosità, queste alghe producono per fotosintesi le tossine che poi con il vento di maestrale vengono sprigionate nell' aria. E così nei giorni scorsi, molte persone che si trovavano a mare a Isola delle Femmine hanno accusato febbre, bruciore di gola, asma, anche senza fare il bagno. Come Tommaso Saputo, che si è sentito male solo per avere respirato quell' aria. «Ho sentito prima un bruciore alla gola - dice - poi dopo qualche ora ho avuto qualche colpo di tosse. E ho avuto anche la febbre a 38 e mezzo». Anche Pippo Catania, che ha un villino a Isola delle Femmine, sabato scorso, si è sentito male: «Ho avvertito un malessere e bruciore alla gola. Sono specialista in malattie respiratorie, bisogna verificare le conseguenze che può portare quest' alga». Per Rossella Barone, docente di botanica all' Università di Palermo, «fortunatamente i casi di sindromi gravi registrati in paesi tropicali, in Sicilia non hanno motivo di verificarsi perché non ci sono pesci erbivori che si nutrono di queste alghe e che se consumati dall' uomo, possono provocare disturbi respiratori più seri. Sono alghe che proliferano perché si nutrono di sali di azoto e fosforo e l' eccessiva concentrazione di questi elementi, per lo più legata agli scarichi delle acque di fogna mal depurati è una condizione necessaria per la "fioritura" ». Una dinamica che avvalora la denuncia delle associazioni ambientaliste di uno scarico abusivo a Carini. Oggi, il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello potrebbe decidere di vietare la balneazione di concerto con il sindaco di Capaci: «Aspettiamo di conoscere tutti gli esami e di conseguenza ci adegueremo. Se dobbiamo vietare la balneazione, lo faremo». Ieri non sono stati segnalati altri casi di malesseri. «Non ci sono stati altri pazienti con questi malori - dicono dalla guardia medica di Isola delle Femmine - anche perché le spiagge dopo i primi casi sono molto meno frequentate». - Isabella Napoli

Cartelli per segnalare l' alga tossica le spiagge sono sempre più vuote

UNA presenza «massiccia» di Ostreopsis ovata, una microalga tossica che ricopre gli scogli nel litorale tra Capaci e Isola delle Femmine. Le analisi compiute martedì scorso dall' Arpa hanno anche rilevato una concentrazione tra le 8.000 e le 10.000 cellule per litro nei campioni d' acqua. E' questo il dettaglio delle analisi che l' agenzia regionale per la protezione dell' ambiente ha effettuato lungo il tratto di costa dove da sabato scorso decine di bagnanti hanno accusato disturbi respiratori. E oggi il sindaco di Isola delle Femmine deciderà il da farsi. Probabilmente, anziché un divieto assoluto di balneazione, saranno predisposti dei cartelli che indicano la presenza dell' alga e i rischi che si possono correre. Adesso, gli accertamenti verranno estesi anche ad altre aree dove il fenomeno si è verificato in passato ovvero ad Aspra, nel lungomare di Bagheria, dove a settembre 2005 l' Ostreopis ha invaso il litorale provocando gli stessi disturbi. Sintomi che, precisano i tecnici dell' Arpa, si manifestano «in giornate con moto ondoso elevato» quando «le mareggiare provocano il distaccamento dal fondale delle macroalghe ospite, che si accumulano sulla riva assieme alla Ostreopis ovata». Ieri, non si sono verificati casi di malori anche perché i bagnanti hanno cominciato a disertare i lidi tra Capaci e Isola delle Femmine. «Molti titolari cominciano a parlare di stagione compromessa - dice il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello - e dell' ipotesi di restituire i soldi degli abbonamenti estivi ai soci». La presenza di queste microalghe nei mari del Mediterraneo e in Sicilia rientra nel processo di "tropicalizzazione". «Il cambiamento climatico e il riscaldamento della temperatura dell' acqua - spiega Franco Andaloro, biologo dell' Icram, Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare - con la conseguente inversione delle correnti in profondità hanno determinato negli ultimi dieci anni una proliferazione di nuove specie provenienti dal Mar Rosso nei mari mediterranei e nel canale di Sicilia». Sul caso dell' alga tossica, ieri ha presentato un' interrogazione al ministro dell' Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio il presidente del gruppo di Rifondazione comunista al Senato Giovanni Russo Spena. Nell' interrogazione, si chiede al ministro di intervenire presso la locale capitaneria di porto perché «siano rese pubbliche le analisi sui campioni d' acqua prelevati e i dati dell' Arpa relativi all' inquinamento della zona e quali provvedimenti intenda intraprendere per tutelare la salute dei cittadini». Un' altra interrogazione è stata presentata da Daniela Dioguardi, deputata palermitana di Rifondazione alla Camera. Anche a Mondello, dopo che sia Legambiente che l' Albaria hanno rilevato la presenza di batteri nell' acqua, la stagione balneare non si preannuncia rosea. Ieri il mare era di nuovo sporco. «Alcuni bagnanti - racconta Vincenzo Baglione, direttore dell' Albaria - hanno ritrovato un topo morto vicino alla battigia». Le analisi effettuate dagli ambientalisti e dal circolo contraddicono, però. i risultati del monitoraggio effettuato sulla costa dall' Arpa. «Non abbiamo rilevato valori superiori ai limiti di legge - dicono i tecnici dell' Agenzia - il nostro monitoraggio viene effettuato due volte al mese e in dieci punti differenti della costa. I divieti di balneazione scattano solo dopo cinque risultati che indicano l' inquinamento. Il caso segnalato dagli ambientalisti potrebbe essere solo un fenomeno momentaneo. La prossima settimana, effettueremo altre analisi». Un altro allarme inquinamento è scoppiato anche a San Vito Lo Capo dove ieri è stata transennata una parte della spiaggia di fronte all' hotel Egitarso. Il Comune ha messo un cartello di divieto di balneazione ma i villeggianti sono preoccupati perché già da alcuni giorni l' acqua è sporca e alcuni bambini soffrono di febbre e dissenteria. «Ci hanno detto che il 7 luglio, un acquazzone ha fatto scoppiare un tombino e ha provocato un versamento dalla fognatura al mare - spiega Cristina Mastroianni, tra i residenti estivi che ieri hanno organizzato un sit-in di protesta di fronte al Comune - mia figlia ha una strana febbre provocata da un' infezione presa con tutta probabilità a mare. Fa i bagni in queste acque da dieci giorni. Mi chiedo perché il Comune non abbia preso provvedimenti prima per tutelare la nostra salute». - ISABELLA NAPOLI http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/07/14/cartelli-per-segnalare-alga-tossica-le.html

In spiaggia l' alga non fa paura 'Un po' di tosse, ora è tutto ok'

è passata una settimana da quando l' alga rossa ha mandato all' ospedale decine di bagnanti con tosse, febbre e attacchi allergici. Ieri, dopo che l' Arpa ha confermato la presenza della pericolosa Ostreopsis ovata sul lungomare tra Capaci e Isola delle Femmine, sembra che sia tornata la calma e che la spiaggia si stia lentamente ripopolando. Una calma apparente: gli stessi titolari dei lidi appaiono spaventati dal rischio di un nuovo forte vento che diffonda le microalghe nell' aria e ammettono che la zona è da anni a rischio. «Già quattro anni fa - dice Gianni Battaglia, titolare del lido Sport Battaglia - c' era stato un fenomeno del genere. Quest' anno è durato solo sabato e domenica scorsi, a causa del vento e delle mareggiate, poi tutto è tornato alla normalità». Ma, pur di salvare la stagione che è ormai al suo clou, i gestori di stabilimenti e bar sulla spiaggia sono pronti a rischiare qualche colpo di tosse, e nel peggiore dei casi pure febbre e asma. A raccontarlo è Maurizio Furceri, della cooperativa Genius che gestisce la spiaggia libera attrezzata del Comune di Isola delle Femmine. «Abbiamo tutti sofferto di tosse e di altri sintomi simili a quelli di un' influenza - dice - ora stiamo meglio, anche perché è passato quel forte vento dello scorso fine settimana. Non si sono più verificati altri casi, e da un paio di giorni c' è più gente». In questo tratto di litorale la calma è tornata con la bonaccia, e sembra lontano lo spettro della "tropicalizzazione", il riscaldamento dell' acqua con la proliferazione di specie tropicali, come queste microalghe di cui hanno parlato in questi giorni esperti di ecologia e biologi. Dei Tropici si cerca semmai di evocare le atmosfere positive, offrendo riparo ai bagnanti sotto ombrelloni di paglia hawaiana o intrattenendoli sulla spiaggia con lezioni di aerobica tenute da avvenenti istruttrici in bikini. Molti si lasciano contagiare dalla piacevole atmosfera: «Sono di Milano, ma d' estate vengo qui a passare le ferie - dice Giovanni Garullo - nell' Adriatico, che è molto più sporco e pieno di mucillagine, la gente fa il bagno lo stesso». Per Davide e Carmen Colletta, marito e moglie, è la prima settimana di ferie: non sono informati di quello che è successo lo scorso weekend. Ma la signora racconta che sabato scorso ha avuto anche lei un brutto episodio allergico. «Pensavo che fosse la paglia degli ombrelloni - dice - ho avuto un fortissimo raffreddore, come una rinite allergica. Ero stata tutta la giornata al mare». C' è chi giura che in questo mare non si bagnerà più. Come Patrizia Guccione, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e all' Arpa per quanto accaduto a lei e alla sua famiglia lo scorso sabato. «Facevo il bagno sulla spiaggia libera di Capaci con mio marito e i miei due figli di nove anni e 19 mesi - racconta - dopo alcune ore abbiamo avuto tutti e quattro una specie di attacco allergico, con continui starnuti e incessanti colpi di tosse. Tornati a casa, avevamo la febbre a 38 e mezzo e la nausea, come se avessimo avuto un' intossicazione. Ma non avevamo mangiato nulla. La piccola di 19 mesi non riusciva a respirare. Già due anni fa, mio marito e mio figlio nella stessa località balneare avevano manifestato gli stessi sintomi. Perciò mi chiedo: in questi due anni che provvedimenti hanno preso le autorità competenti per salvaguardare la salute pubblica?». Tra Capaci e Isola delle Femmine, però, sembra che le febbri portate da quelle due giornate di maestrale siano ormai lontane come il vento. «Ho avuto solo un po' di faringite - dice Carlo Schillaci, titolare di un chiosco bar - ora non ho più sintomi». Tra i gestori di lidi, a Capaci, c' è chi ha chiamato l' Arpa per sapere cosa fare. Francesco Galante è uno di loro: «Anch' io ho avuto l' asma domenica, poi è passato. I tecnici dell' Arpa mi hanno detto che sul divieto di balneazione deve decidere l' Ausl». Ieri pomeriggio gli uffici dell' Ausl 6 erano chiusi. A rispondere è l' ufficio stampa: «Sui divieti di balneazione devono decidere i Comuni». Ma i Comuni di Capaci e Isola delle Femmine per ora non si pronunciano. «Aspettiamo che l' Arpa faccia altre analisi - dice Gaspare Portobello, sindaco di Isola delle Femmine - anche perché di casi alla guardia medica non ce ne sono stati più». -
 

Mare malato, Sicilia indifesa

I CAMPIONI prelevati nell' aria, lungo la spiaggia di Isola delle Femmine, ieri non hanno più registrato la presenza dell' alga tossica Ostreopsis ovata, pericolosa se inalata. Sabato e domenica scorsa diverse persone avevano accusato disturbi respiratori. Cessato il maestrale, i timori per la salute dei bagnanti con l' arrivo dello scirocco sono momentaneamente archiviati, ma l' allarme resta alto. E non solo a Isola. Ad Aspra, dove l' anno scorso la microalga velenosa aveva invaso il litorale, si teme che con l' arrivo del maestrale e delle prime mareggiate, le alghe possano essere di nuovo trasportate a galla. Un rischio che investe anche Santa Flavia e Altavilla. Alghe, chiazze di petrolio, scarichi industriali, fogne minacciano sempre più le coste. E sono in tanti a dire che i controlli sporadici, i provvedimenti isolati di un Comune, non bastano più. Il mare di casa nostra richiede un monitoraggio costante, affidato a pool di veri esperti. Anche se l' Arpa, l' Agenzia regionale per l' ambiente, non ha riscontrato la presenza nell' aria di agenti tossici, Legambiente ha chiesto al Comune di Isola di imporre comunque nel lungomare il divieto di balneazione: «Non bastano i cartelli che segnalano la presenza dell' Ostreopsis. Il sindaco non può sottovalutare la delicatezza della situazione, ingenerando equivoci e confusioni alla popolazione», sostiene l' associazione ambientalista. Nello stesso tratto di costa, all' altezza dello svincolo di Carini, in località Ciachea, i pescatori che calano le reti al pomeriggio e all' alba le ritirano, segnalano la presenza di sostanze inquinanti nell' acqua, provenienti da qualche scarico industriale allacciato alla condotta. «Quando tiriamo le reti, le nostre braccia si riempiono di chiazze rosse», denunciano. Un rigoroso monitoraggio sulle spiagge da San Vito a Isola e più vigilanza sugli scarichi produttivi è quello che chiede Salvino Caputo, deputato regionale di An, in un' interrogazione. «Non è possibile - denuncia - che splendide coste presentino già gravissimi fenomeni di inquinamento». Sollecita l' istituzione di «stazioni di controllo» un' esperta come Rosalba Leone, docente di Biologia delle alghe a Scienze: «L' interazione di diversi fattori climatici e fisiologici, come l' eutrofizzazione e la famosa tropicalizzazione delle nostre acque, sta determinando la proliferazione di queste alghe. Sarebbe opportuno finanziare a livello nazionale ricerche per seguire l' evoluzione del fenomeno nei siti segnalati, in Sicilia come a Genova e in Toscana. E servirebbe anche un coordinamento del settore, che al momento non esiste». Franco Andaloro, biologo dell' Icram, che coordina un gruppo di trenta esperti di "specie aliene" del mare, da tempo segue l' espansione di questa minacciosa alga, causa - se respirata - di diverse patologie, dalla nausea all' emicrania, a problemi intestinali. Un' alga penetrata in Italia dieci anni fa assieme all' acqua di zavorra trasportata dalle navi. Uno dei punti di osservazione è in Sicilia: «Dal 2000 - spiega Andaloro - abbiamo in corso questo lavoro. Operiamo nei due porti di Milazzo e di Trieste, abbiamo promosso l' applicazione di un protocollo internazionale per studiare l' impatto delle acque di zavorra sulla biodiversità. Non bisogna creare però allarmi isterici. Il problema va monitorato con grande attenzione per i danni alla salute». Per Silvano Riggio, docente di Ecologia, «per tenere sotto controllo fenomeni nuovi, come queste alghe che stanno sul fondo in stato di quiescenza e al momento favorevole si moltiplicano come un cancro, non basta Goletta verde, che ringraziamo, ma servono strutture agili e specializzate, capaci di disinnescare in tempo bombe del genere prima che esplodano». è l' auspicio di Giovanni Granata, consulente per l' ambiente del Comune di Bagheria: «Ad Aspra ci aspettiamo che possa verificarsi lo stesso problema di un anno fa. Chiediamo controlli continui». - ANTONELLA ROMANO

la manifestazione

Una marcia di protesta contro l' inquinamento del mare, una petizione per conoscere i risultati delle analisi effettuate dall' Arpa. L' iniziativa, organizzata dai Verdi, partirà dalla riserva di Isola delle Femmine, oggi alle 10, e si concluderà nella spiaggia del Saracen. Dopo l' allarme dei giorni scorsi, provocato dalla scoperta dell' alga rossa nel mare di Isola, gli ambientalisti scendono in campo per chiedere un' ulteriore azione di monitoraggio della zona e la verifica delle cause degli alti livelli di inquinamento del mare. «è ora di farla finita - sostiene Massimo Fundarò, deputato nazionale e segretario siciliano dei Verdi - il mare è una ricchezza che appartiene a tutti, e abbiamo il dovere di proteggerlo». Sempre sul fronte dell' inquinamento oggi manifesterà anche il comitato "Isola pulita" distribuendo volantini: «Nella cava di Raffo Rosso viene depositato del carbone utilizzato dalla cementeria - dice Giuseppe Ciampolillo, presidente del comitato - Noi riteniamo non sia stato impermeabilizzato a dovere e vorremmo conoscere bene i risultati dei sopralluoghi. In questo modo si arrecano danni al terreno ma anche alle falde acquifere». - a. f.
Isola e Capaci, torna l' allarme alga sedici intossicati alla guardia medica
Torna l' alga rossa a Isola delle Femmine e Capaci. Quindici casi sono stati refertati soltanto dalla guardia medica di Isola, mentre un caso è stato segnalato a Capaci. Febbre, tosse e problemi respiratori i sintomi più comuni: «Ho cominciato a star male già questa mattina ed ero arrivata da circa due ore sulla spiaggia di Capaci, avevo però notato che l' acqua aveva un colore strano, più scuro del solito - racconta Angela Terrazzini - Le mie amiche hanno avvertito gli stessi sintomi ma inizialmente abbiamo creduto che si trattasse di un banale raffreddore. Poi la situazione è peggiorata e intorno alle 16 siamo andati alla guardia medica di Isola delle Femmine. Alle mie due amiche hanno fatto iniezioni di Bentelan. Io, credendo di star meglio, non ho preso nulla. In serata mi è venuta la febbre a 38». L' alga tossica non ha invaso soltanto il litorale di Capaci ma anche quello di Isola delle Femmine e ieri sono stati in quindici a dover andare alla guardia medica di Isola delle Femmine. In molti hanno deciso comunque di abbandonare la spiaggia: «In serata ho visitato sei persone - dice Lorenzo Baiamonte, medico di turno della guardia medica di Isola - I sintomi sono sempre gli stessi, ma adesso la gente non li confonde più con quelli influenzali, e viene da noi perché capisce che serve il cortisone». Già oggi il sindaco di Isola Gaspare Portobello invierà la richiesta all' Arpa per nuovi prelievi: «Sono stato immediatamente avvertito dei nuovi casi, domani (oggi, ndr) chiederò all' Agenzia per la protezione ambientale di effettuare nuovi campionamenti, dobbiamo risolvere questo problema che sta danneggiando i commercianti locali e compromettendo la stagione balneare» Questo è il secondo caso della stagione a Isola delle Femmine. L' allarme alga tossica era già scattato a metà luglio quando decine di residenti e bagnanti hanno segnalato di avere malori dopo essersi fatti il bagno nel mare di Isola. Il 18 luglio l' Arpa ha svolto delle analisi e si è scoperto che si trattava di Ostreopsis, una microalga di origine tropicale. La stessa alga è stata trovata anche nelle coste di Carini e Capaci tra luglio e agosto. A fine luglio lo stesso problema si è verificato anche Bagheria. Dopo gli ennesimi controlli dell' Arpa, che hanno confermato a presenza dell' alga tossica, il sindaco di Bagheria ha emesso un divieto di balneazione lungo il litorale di Aspra. Nessun divieto invece a Isola e Capaci dove alcuni commercianti avevano lamentato un calo negli affari dopo l' allarme. a. f.
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